Elogio della Primavera

IMG_1937Mi ero svegliata tutta di buon umore sostanzialmente per 3 motivi: il primo era per bere il mio caffè del mattino romano.

Il secondo era per la luce che filtrava in camera: avevo capito da subito che i nuvoloni gonfi di pioggia del Friuli non avrebbero guastato la bellezza delle passeggiate romane.

Il terzo motivo era dovuto al fatto che ero vicinissima a Via Condotti.

Roma, che incanto!  Passeggiare come fanno i veri turisti, perdendo tempo (unico caso in cui è lecito perderne!), ammirando quel colore sabbioso di intonaco a cui mi sforzavo di attribuirne un preciso numero di Pantone..

I miei occhi si fermano su tutte le vetrine… finchè un paio di sandali in pitone di Blumarine non catturano completamente la mia attenzione. Anzi mi stregano.

Ci penso un attimo ma poi ricordo che starebbero benissimo con l’abito di Cavalli che avevo pensato di indossare la sera stessa per un concerto all’Auditorium della Musica, quello disegnato dal mio “eroe” Renzo Piano.

Quale occasione migliore di questa? A raid compiuto mi sento soddisfattissima.

Il taxi arriva per portarci al Concerto.

Io vestita di tutto punto con quest’abito sin dalla prima volta indossato è stato ribatezzato come “ vero e proprio elogio alla Primavera”; inciampo in modo goffo perché non ho preso bene la misura tra marciapiede e tombino.

Avverto quella sensazione orribile – che solo le donne possono comprendere- che mi fa capire che il tacco sta per cedere! O per lo meno, non è stabile come lo era 1 minuto prima..

Che fare?

Vista la mia mania esagerata di portare sempre tacchi alti, anzi altissimi; in borsa in genere ho sempre un paio di ballerine da borsa.. si sa mai che mi tocchi una fare una corsa o che mi si rovini un tacco sull’acciottolato..

Salgo in taxi, biglietto in mano, si va lo stesso.

Il piano B – B come ballerina-  è una cosa da considerare nella vita…ma abbassarmi di colpo di 12 cm è un duro colpo al mio ego.. Resto coi tacchi e decido di sfidare il sig. Murphy.

Letteralmente “in punta di piedi” per entrare a sentire l’Orchestra di Santa Cecilia, ho ringraziato il cielo di aver scelto di indossare un abito così: dei piedi si vedevano solo le punte e il tacco- seppur tutto rovinato- rimaneva ben nascosto sotto quel gonnellone pieno zeppo di farfalle.

Vi dirò che credo che nessuno abbia notato niente di particolare nella mia camminata, né nei miei tacchi; perché erano tutti deliziati da quell’esplosione di primavera che vestivo!

Taglia: 44 

Prezzo: Euro 150

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