Worth the prize

Maggio 2006, Dubai Media City. Sorriso smagliante: all’epoca ero Restaurant Manager dell’Amalfi di Abu Dhabi

Indosso l’abito scelto per ricevere il What’s On Award (che ho in mano nella foto), il premio più prestigioso dedicato alla ristorazione negli Emirati. Una sorta di Oscar Night in cui il gotha della gastronomia e del giornalismo internazionale era invitato a festeggiare e proclamare i migliori ristoranti del Paese e a premiare, secondo diverse categorie, la miglior qualità nel servizio, il miglior management, i migliori Chef dei Luxory Hotels emiratini.

Allo scandire di “and the winner is”, nel cuore della serata, sento pronunciare il nome di Amalfi e salgo sul palco emozionatissima, insieme al mio Food & Beverage Director di allora, un uomo straordinariamente smart, poliglotta e colto, Mr Kaboul, libanese di origine ma con esperienza di studio e lavoro in tutto il mondo, com’è tipico delle persone migliori in Middle East.

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What’s On – May 2006

Non ci avevano avvisato o almeno io non ero al corrente della vittoria fino a quel momento. Sul palco ero accecata dai flash dei fotografi; la presentatrice mi sollecitava a parlare ma sono riuscita a ripetere con le lacrime agli occhi, credo una ventina di volte “thank you to you all, thank you so much, that’s unbelivalble, thank you very much…that’s simply great” e avanti così per 5 minuti….Le ginocchia mi tremavano. Gli sceicchi e i petrolieri più facoltosi del Medio Oriente erano a pochi metri dal palco nell’evento più sfavillante cui abbia mai partecipato. Il  lavoro mio e della squadra dei miei ragazzi in sala e in cucina era stato scelto e premiato (eravamo in 12 in tutto). Lo Chef catanese e io goriziana e i ragazzi indiani, filippini, dal Bangladesh e dall’Uzbekistan. Un melting pot straordianrio e un’indimenticabile squadra vincente.

Ricordo di aver telefonato a casa e di aver parlato con mamma e papà. All’epoca le telefonate internazionali dagli Emirates costavano pochissimo. Con 3 dollari parlavo per 10 minuti con l’Italia da mobile. Una delle facilities concesse dalla famiglia reale: favorire le comunicazioni agli expatriates

Di lì a poco la mia vita sarebbe cambiata radicalmente.

In seta e viscosa, foderato, senza maniche, scollo a V su fronte  e retro: il disegno geometrico del corpetto valorizza molto il decollete e le spalle come punti di forza. L’abito scende poi con taglio godet abbracciando la figura il vita e aprendosi in maniera decisa in lunghezza. La fantasia alterna il nero, il panna e il verde acqua. Di Oasis. Perfetto con l’ampia borsa in maglia metallica di Scheilan (la nota casa fiorentina specializzata in accessori glam per la sera) con catena tracolla antracite. Versatile e attualissima, dà un tocco glam rock di grande originalità.

Taglia: 12 UK (44 ITA)
Prezzo: Euro 70 ( solo abito) Euro 240 (con borsa Scheilan)

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