Bronze Silk

fotoA volte si parte per dimenticare e poi il viaggio non si rivela un viaggio: nulla si scopre, nulla si conosce, di nulla ci si appaga. Il pesante fardello, anziché rimanere all’aeroporto di partenza, ci segue e annichilisce il desiderio di novità, attenua i colori, nasconde i profumi. Si guarda il mare senza vederlo, si ascolta il chiacchiericcio dei vicini d’ombrellone con noia e si attende il tramonto senza godere dell’alba. Vorresti solo che le onde del mare lambissero le caviglie, le ginocchia e, arrivate al ventre, strappassero il dolore dal profondo come d’incanto.

A gennaio non fa proprio caldissimo sul Mar Rosso : le temperature di norma oscillano fra i 16 e i 25 gradi. Eppure si sta bene a bordo piscina specie se si sceglie la parte sud occidentale della penisola del Sinai e non l’Alto Egitto, come Hurghada o Marsa Alam dove il vento e’ costante e spesso fastidioso (destinazioni decisamente migliori nella primavera inoltrata).

Se proprio devi essere triste, scegli il Sinai (“rivoluzione” e delittuosa ribellione permettendo): ti aiuta a risalire la china. Terra sacra ove energie millenarie si prendono gioco della tua piccola vita e ti riaprono gli occhi restituendoti il sorriso e un sano distacco dalle sventure.

Ricordo con nostalgia la metà degli anni ’90 quando Sharm El Sheikh era ancora un’oasi incontaminata, o quasi, e l’aeroporto una pista nel deserto con tre costruzioni militari, retaggio della guerra di occupazione. C’erano solo un paio di alberghi e l’Hilton Restort Fayrouz con il pub Pirates ove trovavi ottima musica dal vivo e buoni cocktails.

Ernesto Preatoni si era da poco invaghito di quell’impareggiabile scenario naturale a sud del Sinai ove il deserto roccioso forma una delle piu’ straordinarie barriere coralline del modo: avrebbe di lì a poco trasformato gran parte della costa nel mitologico paradiso artificiale noto ai più come Domina Coral Bay, forse il maggiore investimento privato italiano all’estero dell’epoca nel settore del Leasure & Tourism.

Ricordo con nostalgia i martedì allo Smaila’s in Arena ove si cantava a squarciagola fino a tarda notte: spensieratezza allo stato puro.

E’ in una delle Shopping Mall cresciute di recente assieme alla miriade di villaggi turistici che ho acquistato questa camicia, ideale se un pochino abbronzati. Soho Parade, il nome del Mall. How predictable! La gestrice della piccola boutique italiana, una bella romana, vedendomi entrare mi si rivolse in inglese, pensando fossi russa. Vi sembrerà strano ma, all’estero, moltissimi di primo acchito, ritengono io sia dell’Est. E non ho un filo di sangue balcanico, nè certo il fisico da gazzella delle ragazze dell’Est. Eppure difficilmente riconoscono in me tratti di italianità. Forse perché in vacanza non mi muovo in branco, non sono sguaiata nè circondata da carrozzine con i palloncini di Hallo Kitty, nè mi esalto ai souk di Loius Vuitton e Gucci contraffatte.

 

Camicia a manica lunga con maniche a sbuffo in pura seta color bronzo dorato

Taglia: 44
Prezzo: Euro 50  Euro 25 (collana e bracciale)

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