Per un Veruschka all’Hassler: mantella optical

A giudicare dal crescente fluire di blog dedicati alla cucina e di post che, soprattutto nel week end, immortalano piatti e vini pregiati, gli Italiani sembrano vivere sempre di più per mangiare, bere buon vino e condividere, ovunque si trovino, le proprie scelte dedicate all’organo prediletto: lo stomaco.
MantellaBlu10Se Gualtiero Marchesi rimane un faro per i bisognosi di estetica nel piatto (tre le sue stelle Michelin già nel lontano 1985), direi che oggi anche i sassi possono vantare una qualche dimestichezza tra i fornelligrazie all’ampia letteratura sui vari Cerea, La Mantia, Borghese, Oldani, Bastianich, Vissani, Barbieri, tanto per citare solo alcuni fra gli onnipresenti e osannati Celebrity Chef.
Ho raccontato di recente del mio incontro con lo chef Andy Luotto e non nascondo che il suo poetico e appassionato “elogio della scarpetta” mi ha letteralmente conquistata. Molti mi chiedono come sia possibile che un’amante dell’alta cucina quale io sono possa essere una capra ai fornelli. Rispondo sommessamente che lascio più che volentieri ai grandi un’arte che non mi appartiene. So riconoscere il sapere e il sapore antico del pane inzuppato nel sugo di limone e subisco rapita l’incanto della sarda che “possiede” l’ostrica (ricetta di Ciccio Sultano).
Rimpiango di non aver imparato a cucinare da bambina, quando sarebbe bastato rubare il mestiere con gli occhi, specie a mia nonna Elly, bravissima a preparare “i gnocchi de susini” e il rotolo di ricotta e spinaci “nel strazzo” (strofinaccio). Ricordo perfettamente il suo goulasch ungherese, per non parlare dello strudel di mele renette con pinoli e uva passa imbevuta di cognac di cui sento ancora il profumo.
Oggi, quando voglio aggiungere ai peccati di gola la pienezza di spirito e la vera gioia nel cuore, vado a Roma.  Il bello di Roma a fine ottobre è che il clima consente di indossare la sera abitini leggeri e di lasciarsi avvolgere solo da una morbida mantella in lana come questa, dall’intrigante fantasia optical blu china e nero di Mariedda.
Perfetta per un Veruschka all’ Hassler Bar a Trinità dei Monti, ancor più per entrare trionfanti e godersi forse la miglior vista della città eterna al top floor del ristorante Imago con i suoi tavoli di specchio e i giochi di luce di unfantasmagorico soffitto.

Avvolgente, calda e di grande effetto la mantella in lana (50%) Tectal e Acrilico di Mariedda. La fantasia optical nei toni blu china, blu notte e nero la rendono un capo di rara eleganza, perfetto nel tardo autunno sui classici “little black dress” sempre attuali.

Taglia: 44

Prezzo: Euro 125 incluse spese di spedizione

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